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Il Fiore Sardo è prodotto con metodi artigianali, spesso dagli stessi allevatori delle pecore.
Il latte di pecora intero viene fatto cagliare con caglio di capretto o di agnello. La cagliata viene rotta fino ad ottenere grani della dimensione di un chicco di riso, poi viene spurgata e subito trasferita nei tipici stampi tronco-conici.
Le forme vengono poi messe in salamoia per un paio di giorni, poi vengono salate a secco e poste ad aciugare davanti al fuoco.
La maturazione avviene in appositi locali per un tempo variabile dai 2 agli 8 mesi, durante questo periodo le forme vengono girate di frequente e strofinate con sale o grasso di pecora
Il Fiore Sardo ha una forma cilindrica, con il tipico scalzo bombato “a groppa di mulo” alto fino a 15 cm, il peso è variabile tra 1,5 e 4 kg.
Il colore della crosta è giallo carico, e tende a diventare più scuro con la stagionatura fino ad assumere un colore marrone.
La pasta è dura, bianca o giallo chiaro e senza occhiature, il sapore è più o meno piccante a seconda del grado di maturazione. La caseificazione è per tanto a latte crudo ed a bassa temperatura, non si utilizzano fermenti chimici.
Il Fiore Sardo può essere mangiato al naturale fino a 2-3 mesi di stagionatura, oltre può essere impiegato in cucina oppure in abbinamento a miele, marmellate o frutta.
Il Fiore Sardo è un formaggio pecorino con origini antiche, prodotto con latte delle pecore sarde autoctone nelle province di Nuoro, Sassari e Cagliari. Ha ottenuto il riconoscimento di tipicità nel 1955, la DO (Denominazione di Origine) nel 1974 e la DOP (Denominazione di Origine Protetta) nel 1996.
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