A ricordo di un fantastico incontro parlando di…… Tradizione e pane sardo.
Il Signor Antonello Farina ha partecipato alla manifestazione e scrive: Il 24 e 25 marzo ho partecipato (e posso dire con particolare soddisfazione: ho collaborato!) alla Prima sagra del pane pasquale e cerimoniale nella Tradizione sarda, organizzata dal Circolo Gennargentu di Nichelino.
L’Agenzia Regionale Laore Sardegna, rappresentata nella persona del Sig. Gerardo Piras,invitato dal circolo, forniva un segno tangibile dell’interesse delle Istituzioni sarde nell’appoggiare questa iniziativa, che puntava a far conoscere ai sardi e sopratutto ad altre
realtà cittadine, quello che in Sardegna viene considerato, nella Tradizione, un vero e proprio rito, la preparazione del pane, per la vita quotidiana ma in modo particolare la ritualità nella preparazione del pane pasquale e cerimoniale.
E stato un successo del quale possiamo tutti andare molto fieri e non tanto per l’organizzazione dell’evento, ma per l’attenzione, la meraviglia dimostrata da chi è intervenuto, attirati in un primo tempo, più per la curiosità che suscitava lo slogan, che per i contenuti intrinseci e sconosciuti.
L’interesse delle persone era di sprone ad approfondire gli argomenti per poi, alla fine, mettere in pratica ciò di cui si era parlato: la realizzazione di svariate forme di pane,
classico e rituale, con cottura finale degli stessi.
Vi posso garantire che la tensione accumulatasi nel preparar la manifestazione, è stata tanta.
Dopo la teoria si prevedeva la realizzazione, e in condizioni non ottimali, di ciò che veniva spiegato/approfondito e in modo tangibile realizzato, sia da noi che dagli intervenuti.
Il 24 alle ore 15.00 si è dato il via alla manifestazione.
Dopo le presentazioni di rito, Gerardo Piras ha tenuto la lezione di teoria “Dal grano al pane”, essendo specialista nella filiera dalla terra (Grano duro) alla tavola (Pane) e dei laboratori del gusto del pane.
Nella prima parte della lezione si trattava di portare a conoscenza degli ospiti, la particolare spiritualità, che grazie alla Tradizione si tramanda ancora, nella realizzazione e presentazione del pane nelle varie fasi della vita quotidiana e i significati attribuiti al pane nelle cerimonie e ricorrenze della tradizione, prima pagana e poi cristiana.
Alla lezione è seguito un dibattito al quale hanno partecipato i numerosi presenti che, sardi e non, con domande mirate e con ricordi d’infanzia hanno potuto approfondire e ricordare argomenti di un interesse, sempre, ben vivo.
Il secondo giorno ci ha visto impegnati in modo ben maggiore per via della preparazione di due tipi di pane in loco.
Il 25 alle 04.00 tutto a inizio.
Il Signor Piras si è occupato della preparazione del pane realizzato con lievito madre assolutamente naturale e da parte mia della realizzazione e cottura di pane coccoi.
Entrambi i pani unitamente al carasau, al pistoccu e al civraxiu sarebbero stati utilizzati per una degustazione guidata,
Quindi verso le ore 10.00 la tensione accumulata svaniva all’ingresso delle tre scolaresche nel salone dove la manifestazione si sarebbe svolta.
L’espressione dei bambini, del loro sguardo, del loro stupore nel curiosare tra queste forme strane di pane ci aveva ripagato, in un niente, di tutte le fatiche fino a quel momento così sentite.
Per i bambini si è prevista una lezione ad hoc, che, esposta in maniera brillante e coinvolgente da Gerardo, si è rivelato vero mattatore della manifestazione.
Tutto si è svolto in un’atmosfera bellissima dove i bambini partecipavano attivamente e intelligentemente spronati da Gerardo, nel chiedere o rispondere a domande che parevano difficili, ma che i bambini nella loro spontaneità, trasformavano, con sorpresa, in qualcosa di assolutamente normale.
Al termine della spiegazione abbiamo messo a punto un coinvolgimento pratico che prevedeva la manipolazione della pasta, poter dare forma a delle figure che cotte diventavano il ricordino della manifestazione….che spasso!
I bambini prestavano un’attenzione, oserei dire inaspettata, alla spiegazione e alla dimostrazione di come fare per ottenere questa o quella figura.
Passando da uno all’altro la loro voglia di realizzare una figura era un misto di frenesia , curiosità gioia….è stato veramente gratificante.
Al pomeriggio abbiamo ricevuto altre due scolaresche e abbiamo vissuto la stessa identica emozione…e a seguire c’è stata una cosa identica ma con delle signore e alcuni signori che si sono cimentati nella realizzazione di figure e bisogna dire che alcune delle intervenute, per la loro abilità acquisita in gioventù, quando al paese queste cose si facevano abitualmente, hanno dimostrato, quando la Tradizione la si vive da piccoli, quanto essa possa rimanere nel profondo e non perdersi.
In conclusione penso di aver veramente appreso cos’è conservare una Tradizione, la Tradizione…
L’ho capito osservando i bambini…… e osservando degli altri bambini che quelle cose le avevano conosciute esattamente come loro…. giocando, ma tanti anni prima….nei loro paesi di origine…. gli adulti che al pomeriggio ne hanno preso il posto.
Un grazie al Circolo di Nichelino organizzatore di questa “opera di conoscenza fondamentale” che non mancherà di organizzare altre manifestazioni simili.
Un grazie alla Regione Sardegna, tramite L’Agenzia Regionale Laore Sardegna, per aver appoggiato la manifestazione e a tutti i sardi intervenuti.
Un grazie particolare ai non sardi per l’interesse dimostrato nel voler apprendere un qualcosa che noi sentiamo così nostro….
Fortza paris !
Antonello Farina
Grazie Antonello, Sabistecca.
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